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Oggetto: Richiesta audizione per le problematiche inerenti il “riordino” dei Servizi di emergenza sanitaria territoriale “118” afferenti la Provincia di Messina, previsto secondo il D.A. 629 del 31 Marzo 2017.
26.07.2017 - scriventi O.O.S.S. SNAMI, SMI, FIMMG, esprimono forti perplessità e timori alla luce del recente
pubblicazione del D.A. 629 del 31 Marzo 2017, che vede esclusivamente la Provincia di Messina penalizzata
nel suo setting di risposta alle richieste di emergenza sanitaria sul territorio (MSA e PTE/PPI), senza aver tenuto nemmeno in considerazione la strutturazione, ormai consolidata in Provincia, secondo reti tempo dipendenti per lo STEMI e per lo STROKE, “modello” riconosciuto sia in ambito regionale che nazionale, in realtà anticipando il principio, ripreso anche nel suddetto decreto, che prevede che “il Servizio dell’Emergenza Territoriale 118 rappresenta l’elemento essenziale del passaggio da un sistema assistenziale strutturato su Ospedali ad un sistema integrato...operanti in Reti”. Secondo il D.A. 629 del 31 Marzo 2017 inoltre “il Sistema di Emergenza Territoriale 118 opera garantendo 24 ore al giorno l’intervento più appropriato nel più breve tempo possibile, in ogni punto del territorio”, ovvero secondo la tempistica prevista dalle consolidate Linee Guida della Conferenza Stato Regioni del 1996, che raccomandano tempi di arrivo dei mezzi di soccorso appropriato in emergenza entro 8 minuti in area urbana e 20 minuti in area extraurbana. Si legge infine un ultimo principio fondamentale, ovvero che “diventa imprescindibile quindi la medicalizzazione delle ambulanze in numero sufficiente a garantire sia il soccorso primario che il secondario urgente”
Secondo le O.O.S.S. di categoria i validi presupposti enunciati nel D.A. 629 del 31 Marzo 2017 non sono seguiti da altrettanto validi calcoli nell’ attribuzione per la Provincia di Messina dei mezzi di soccorso medicalizzati avanzati (MSA), non tenendo minimamente conto di tutti i necessari correttivi previsti anche nel decreto assessoriale, ovvero: della realtà oro-geografica della provincia più estesa in lunghezza e con più comuni distribuiti prevalentemente in zone disagiate in Italia, dei tempi di intervento previsti dalle Linee Guida, delle reti tempo dipendenti già consolidate, del forte flusso turistico (maggiore di tutte le restanti Province), della distribuzione dei presidi ospedalieri di II livello nell’impiantistica territoriale del Servizio 118 nella Provincia di Messina. Pertanto le O.O.S.S.
Chiedono


un incontro urgente alla presenza del Direttore di C.O. 118 di Messina, Dott. Runci, e della Commissione per la valutazione della “rete ospedaliera e dell’emergenza”, Dott. Giarratano e co, finalizzato a presentare le proprie considerazioni ed i risultati ad oggi ottenuti dal “modello 118 di Messina”, nell’interesse dell’efficienza del Servizio di Emergenza 118 e della Comunità messinese, che verrebbe privata del 50% delle attuali ambulanze medicalizzate (MSA) preposte agli interventi salvavita urgenti sul territorio (raddoppiando le ambulanze NON medicalizzate, MSB), con ulteriore soppressione di tutti gli attuali 14 presidi territoriali di Emergenza (PTE), dislocati anche in zone premontate e montane, distanti dai presidi ospedalieri, che contribuiscono a rendere attuabile il principio della presa in carico da parte del Territorio delle urgenze di grado lieve e moderato, riducendo i relativi disagi per la cittadinanza oltre agli accessi impropri ai P.P.S.S. e i costi, ben più elevati.
Con osservanza
SNAMI FIMMG SMI


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