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IMU per uso promiscuo: prima casa e studio o ufficio professionale
15.06.2012 - IMU per uso promiscuo: prima casa e studio o ufficio professionale
Come pagare l'IMU per uso promiscuo di prime case adibite a studio professionale o di porzioni di abitazione principale locate a professionisti per uso ufficio.

IMU: e se lo studio è nell'abitazione principale?
Acconto IMU in scadenza il 18 giugno ed ancora tanti dubbi sui casi particolari. Ad esempio, come deve pagare un professionista che ha lo studio in casa? Tendenzialmente, si paga l’IMU per la prima casa, così come anche nel caso di un proprietario di prima casa che ne affitta una stanza ad uso ufficio o studio professionale.  Esaminiamo questi casi nel dettaglio.

Professionista che lavora in casa
Il caso di uso promiscuo di un immobile – utilizzato come abitazione principale e come ufficio o studio – non è previsto dalla norma, che però non ne prevede l’uso esclusivo come abitazione principale.

Dunque, il professionista che lavora in casa paga l’IMU relativa all’abitazione principale, applicando alla rendita catastale il coefficiente 160 e l’aliquota dello 0,4% per il calcolo dell’IMU, sottraendo i 200 euro di detrazione previsti per la prima casa (ed eventualmente i 50 euro per ogni figlio a carico sotto i 26 anni).

Pertanto, per immobili ad uso promiscuo NON si applica l’aliquota per altri immobili (0,76%) né il moltiplicatore per uffici e studi privati (80).

Inoltre, in quanto abitazione principale, l’immobile ad uso promiscuo casa/ufficio gode della rateizzazione dell’acconto in due o tre rate, possibilità prevista solo per l’abitazione principale.

Ufficio o studio in affitto in abitazione principale
Lo stesso principio (aliquota 0,4%, detrazione prima casa e agevolazione per i figli) vale di fatto anche per il proprietario che affitta una parte dell’immobile in cui abita, anche come studio professionale.

Gli unici casi in cui la locazione dell’immobile è esclusa, sono quelli degli anziani e dei disabili che risiedono in casa di riposo o in istituti di cura. In questo caso, l’abitazione di proprietà dell’anziano o del disabile può essere considerata prima casa ai fini IMU anche se la persona ha spostato la residenza anagrafica nell’istituto di ricovero ma, attenzione, solo se non è affittata. Se l’immobile è locato, invece, si applica l’aliquota dello 0,76%.
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