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Sanzioni IMU: normativa su ritardi e omissioni di pagamento
13.06.2012 - Sanzioni IMU: normativa su ritardi e omissioni di pagamento
Guida alle sanzioni IMU con i riferimenti normativi: ridotte per chi non paga entro la scadenza ed applica il ravvedimento operoso entro l'anno, al 30% in seguito a contestazione del Fisco, massime in caso di omessa o infedele dichiarazione.
Barbara Weisz - 12 giugno 2012
IMU, guida alle sanzioni per chi paga in ritardo o commette errori.
Pagare l’IMU in ritardo comporta sanzioni paragonabili a quelle degli altri tributi, per cui in caso di ravvedimento operoso la tassa può diventare più cara a seconda dei giorni di ritardo.  Se poi interviene un accertamento (se arriva la multa…), si rischia di sborsare il 30% in più.
Previste inoltre sanzioni per omessa dichiarazione, o per dichiarazione infedele.
Vediamo nel dettaglio cosa prevede la legge per chi paga l’IMU in ritardo o commette altre irregolarità.
Ravvedimento operoso per l’IMU
Se il contribuente non paga l’acconto IMU entro la scadenza del 18 giugno ma effettua il versamento in ritardo scatta il ravvedimento operoso.
per pagamento IMU da 1 a 14 giorni dopo la scadenza, si applica una sanzione ridotta dello 0,2% dell’imposta per ogni giorno di ritardo più gli interessi di mora (2,5%, che i Comuni possono alzare).per pagamento IMU in ritardo da 15 a 30 giorni di ritardo, si paga una sanzione fissa del 3%, a cui vanno aggiunti gli interessi di mora (che decorrono dal 18 giugno).
per pagamento IMU oltre 30 giorni e fino a un anno dalla scadenza, la sanzione sale al 3,75% più gli interessi di mora.
Attenzione: in questo modo si corre comunque il rischio di ricevere la multa, e in questo caso non si può più fare il ravvedimento operoso e la sanzione sale al 30%.
Multa per mancato pagamento IMU
L’accertamento può scattare anche prima che sia decorso un anno dalla violazione (pagamento pagamento IMU) e l’invio della multa da parte del Fisco impedisce al contribuente di avvalersi del ravvedimento operoso e comporta una sanzione del 30%. Alcuni tributaristi fanno notare che i Comuni, davanti a un gettito sensibilmente inferiore alle attese, potrebbero disporre gli accertamenti.
La circolare del Ministero dell’Economia sull’IMU chiarisce che, in caso di accertamento con adesione (una sorta di patteggiamento fra contribuente e fisco, che può intervenire entro i termini previsti per il ricorso) la sanzione è ridotta a un terzo e non più a un quarto, in base ai cambiamenti introdotti dalla manovra finanziaria Monti (Salva Italia, Articolo 13, comma 13, del decreto legge 201/2011).  Si tratta di uno sconto più esiguo di quello previsto per la vecchia ICI, per cui invece l’accertamento con adesione dava diritto a pagare 1/4 delle sanzioni.
In realtà, la Circolare del MEF sottolinea che la riduzione a un terzo delle sanzioni si applica solo per le violazioni commesse dopo il 6 dicembre 2011 (quindi per le violazione IMU, visto che quest’anno segna l’esordio della nuova imposta). Per i contenziosi ICI relativi a violazioni commesse prima del 6 dicembre 2011, invece, la sanzione  resta ridotta a un quarto.
Si ricorda che l’avviso di accertamento, da parte dell’amministrazione, deve rispettare tutta una serie di procedure, anche formali e comunque arrivare entro il 31 dicembre del quinto anno successivo alla violazione.
Dichiarazione IMU: mancata presentazione
Anche per la mancata dichiarazione IMU sono possibili due casi: il ravvedimento operoso o la contestazione da parte dell’amministrazione.
Il ravvedimento operoso può essere effettuato entro 90 giorni dal termine: la sanzione per la mancata presentazione è pari al 3% a cui vanno aggiunte le sanzioni e gli interessi relativi al ritardo del pagamento.
Nel caso in cui invece arrivi l’accertamento, la sanzione va dal 100% al 200% del tributo, con un minimo di 51 euro.
Dichiarazione IMU infedele: omissioni ed errori
Se si commette ad esempio un errore, anche per omissione, o c’è un’irregolarità che incide sulla determinazione del tributo si può fare il ravvedimento operoso, entro un anno, pagando il 3,75%.
Nel caso in cui sia l’amministrazione a contestare la dichiarazione infedele, si applica una sanzione dal 50% al 100% della maggiore imposta dovuta.
Se è l’amministrazione a contestare la dichiarazione infedele, ma questa non incide sull’ammontare dell’imposta, c’è una sanzione che va da 51 a 258 euro.
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