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A MILANO SUCCEDE ANCHE QUESTO, LO SNAMI MILANO ATTIVA LE VIE LEGALI. LEGGI I FATTI!
04.02.2010 - Milano 26 gennaio 2010


Si è svolto ieri in regione Lombardia un incontro tra la delegazione SNAMI e i funzionari di Regione e di Lombardia Informatica in merito alle trattenute apparse sui nostri cedolini di novembre per i pazienti extracomunitari.
A fronte delle criticità segnalate dai nostri rappresentanti è emersa una situazione di gestione delle anagrafiche dei nostri pazienti da parte di Lombardia Informatica, che appare alquanto confusa.
In seguito alle proteste avanzate da SNAMI nel 2007, vennero bloccate le trattenute relative a circa 6000 pazienti, la cui posizione di scadenza iscrizione risaliva al 2006. Il fatto è che, all'insaputa di tutti, questi pazienti vennero cancellati dagli elenchi anagrafici dei singoli MMG nel novembre 2007, ma ne venne mantenuto il pagamento in attesa dell'eventuale rinnovo del permesso di soggiorno! Ovvero i pazienti non risultavano più negli elenchi semestrali ma ASL continuava a pagarne la quota capitaria (e in effetti la detrazione nei movimenti allegati ai cedolini relativa a questi pazienti "dissoltisi" dai nostri elenchi non era mai apparsa).
Quando a settembre 2009 è stato fatto il riallineamento tra anagrafe di Lombardia Informatica e Questura, tutti gli extracomunitari che non hanno effettuato il rinnovo del permesso di soggiorno o che si sono trasferiti in questi anni, sono stati cancellati anche dai nostri pagamenti e tra questi anche i 6000 per i quali, già assenti dai nostri elenchi, ancora percepivamo quote capitarie. In alcuni casi tra questi 6000, quando l'extracomunitario rinnovava il permesso di soggiorno, essendo assente dagli elenchi, questo veniva inserito come nuovo paziente e paradossalmente il medico riceveva due volte la quota capitaria (ecco perchè sono stati cancellati anche pazienti tutt' ora in carico), se invece al rinnovo del permesso di soggiorno si iscriveva con un altro medico, la quota veniva pagata a due medici contemporaneamente (ecco perchè sono state trattenute quote di pazienti attualmente in carico ad altri medici).
Insomma Colleghi una situazione alquanto caotica e kafkiana, indice solo di inettitudine e incapacità.
Non va dimenticato però che se questo si è determinato è anche colpa di uno scellerato articolo di convenzione, fortemente voluto da "un altro" sindacato della medicina generale, che prevede il nostro obbligo ad assistere i pazienti extracomunitari anche dopo la scadenza dell'iscrizione a termine ed il conseguente rinnovo automatico nelle more del rinnovo del permesso di soggiorno. Era infatti facilmente prevedibile, e lo SNAMI lo denunciò da subito, che a posteriori ci sarebbero state richieste le cifre non dovute per tutti coloro che nel frattempo si allontanavano dall'Italia.
A ciò si è aggiunta la nulla disponibilità al confronto della stragrande maggioranza delle ASL, che avrebbero potuto, come ha fatto invece la ASL di Lodi per esempio, prevedere dei piani di rientro delle cifre da trattenere meno dolorosi del quinto stipendiale.
Da tutto ciò ne è derivata questa situazione drammatica che ora vede alcuni di noi restituire cifre fino a oltre 13.000 euro in pochi mesi, con conseguenze facilmente prevedibili.
Fino a qui la cronaca di quello che è successo. SNAMI ha comunque già attivato il proprio studio legale per analizzare possibili azioni legali anche, ma non solo, per attivare eventuali azioni risarcitorie. Siamo infatti davvero stufi di essere gli unici a dover fare bene il proprio lavoro! In giro vediamo troppo spesso ignoranza, arroganza e pressapochismo: è ora che chi sbaglia inizi a rispondere delle sue azioni!

Cordiali saluti.

Ugo Tamborini Roberto Carlo Rossi
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