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Mezzi del 118 con sole 2 persone, lo Snami replica all'Ipasvi e al dirigente
da Tempo Stretto
17.12.2017 - “La denuncia compiuta dallo SNAMI, non era finalizzata a rilevare una situazione di disservizio nell’invio dei mezzi di soccorso da parte della centrale operativa, né tantomeno determinare una condizione di irresponsabile allarmismo nei confronti della cittadinanza per la mancanza della figura di riferimento sanitario (il medico è sempre presente nelle MSA), ma non è possibile far finta che non esistano norme che regolino la turnazione del personale non medico all’interno delle stesse ambulanze”.

Il sindacato ricorda come per il corretto funzionamento delle reti tempo dipendenti (rete dell’infarto e dell’ictus), non è sufficiente l’invio del solo medico coadiuvato da un solo autista/soccorritore per una preventiva valutazione a domicilio del malato. Ed è impensabile sostenere, secondo lo SNAMI, che nella corsa contro il tempo l’invio di un ulteriore mezzo di supporto (quindi ulteriore spesa) sia in grado di integrare sempre e con efficienza le carenze delle risorse umane e professionali mancanti nell’ ambulanza di soccorso avanzato.

“Il momento più delicato dell’intervento comincia proprio al domicilio del paziente e non si traduce solo nel trasporto dell’infermo all’ospedale di riferimento, né tanto meno è possibile attendere che giunga l’ambulanza di supporto, che non può giungere, se non con un certo ritardo, nonostante l’impegno degli operatori di centrale ad attivare i primi equipaggi liberi sul territorio. Lo SNAMI, dopo le numerose richieste avanzate dai medici delle postazioni, rimaste inevase nel tempo, ha invece ritenuto opportuno procedere con una richiesta ufficiale alle Direzioni preposte perché venga garantita la presenza costante, H24/7, anche nei giorni festivi e superfestivi (cosa non sempre realizzatasi esaminando proprio la turnazione infermieristica di dicembre), sui mezzi di soccorso avanzato (MSA) del terzo operatore a bordo, indispensabile per effettuare da subito e correttamente già a domicilio tutte le procedure di soccorso e di rianimazione cardiopolmonare avanzata, ove necessario”.

Il sindacato dei medici sottolinea di non aver voluto attaccare il personale ma di aver richiesto che i turni vadano garantiti tutti e sempre per mantenere efficienza ad un “Modello 118 Messina”.

“Compito di un sindacato è quindi la difesa della categoria, e lo SNAMI pertanto ha agito come sempre a tutela dei medici del 118, che non possono essere l’anello debole nella catena delle responsabilità, solo perché presenti in servizio. L’ASP nella figura del Direttore sanitario D. Sindoni, sensibile alla richiesta dello SNAMI, ha già convocato infatti per giorno 22 tutti i protagonisti interessati per risolvere definitivamente i disagi legati al sottorganico”.
Grillo Antonino
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