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ENPAM
Il 28 novembre scorso sono stati approvati il bilancio di previsione 2010 e il bilancio assestato 2009 dell’ENPAM.
03.02.2010 - Il 28 novembre scorso sono stati approvati il bilancio di previsione 2010 e il bilancio assestato 2009 dell’ENPAM.
L’ente infatti comunica che i dati previsionali per il prossimo esercizio hanno determinato un avanzo economico di 905,9 milioni di euro, risultato di gran lunga superiore a quello scaturente dalle previsioni dell’anno in corso. “Previsioni già ampiamente superate” scrive l’Ente “in sede di preconsuntivo o bilancio assestato e che troveranno un riscontro maggiormente consolidato nel bilancio consuntivo 2009”.
“Tale evoluzione dei dati previsionali,” afferma l’Ente di previdenza” costituisce, peraltro, una costante verificatasi già negli anni precedenti, e consegue alla impostazione adottata dall’Ente in materia: a fronte di una iniziale previsione formulata con estrema prudenza , i fatti gestionali determinano notevoli miglioramenti in sede di preconsuntivo ed ancor più in sede di consuntivo”.
Ed ancora: “Il risultato che emerge dal preconsuntivo 2009 ascende a 1,15 miliardi di euro. Alla luce di questo risultato per l’anno 2009, si può previsionalmente affermare che la riserva legale intesa come riserva tecnica, potrebbe ascendere a oltre 10 milioni di euro, con un rapporto, relativamente alle pensioni in essere per l’anno 1994, pari a 24,23”.
Nella stessa nota l’Ente continua ribadendo che “ Il rapporto afferente alle pensioni erogate nel 2009 (dati di preconsuntivo) potrebbe essere pari a 9,88 a fronte del 9,26 del 2008 (dati di consuntivo). Il trend delle entrate contributive è in crescita, con un incremento del 2,77% raffrontando i dati del preconsuntivo 2009 con quelli di previsione 2010.”
Con specifico riferimento alla situazione della previdenza, la relazione introduttiva al bilancio di previsione 2010 ricorda tuttavia che l’attuario di fiducia dell’Ente ha provveduto a redigere il documento tecnico attuariale dei Fondi gestiti dall’Enpam riferito al 31 dicembre 2006.
In merito, va rilevato che la legge finanziaria 2007, modificando quanto disposto nella legge 335/95, ha introdotto novità di rilievo relative all’autonomia normativa degli Enti di previdenza privati e sui controlli cui essi sono sottoposti.
In particolare, gli Enti sono ora tenuti a ricondurre la stabilità delle gestioni entro un arco temporale più ampio, almeno pari a trent’anni, mentre prima ne erano previsti soltanto quindici. Per risolvere gli squilibri che dovessero essere riscontrati, è stato però aumentato il loro potere di intervento normativo, che può superare, in casi particolarmente gravi, anche il criterio del pro rata, il quale negli enti pubblici limita agli anni futuri gli effetti di provvedimenti peggiorativi.
Dal momento che nessuna delle gestioni Enpam rispetta il criterio dei 30 anni di equilibrio, si renderanno necessari nel futuro immediato degli interventi correttivi. Dalle prime indicazioni degli Organi politici della Fondazione, appare chiaro che non verrà intaccato il pro rata, ma si procederà con interventi sui parametri dell’attuale sistema di calcolo retributivo. Si prospetta quindi un aumento della contribuzione e una riduzione del rendimento a termine dei contributi e delle maggiorazioni legate alla posticipazione dell’età pensionabile, ma dovrebbe essere escluso il tanto temuto passaggio al sistema di calcolo contributivo.
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