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DA Adkronos "Influenza A, allarme per gli anziani: ora la polmonite fa più paura"
DA Adkronos "Influenza A, allarme per gli anziani: ora la polmonite fa più paura"
02.11.2009 - Milano, 2 nov. - (Adnkronos Salute) - Ogni anno 6 mila italiani muoiono di polmonite, secondo i dati dell'Organizzazione mondiale della sanita'. Ma la paura e' che "proprio quest'anno, con l'aumento dei casi di influenza" dovuto alla pandemia da virus A/H1N1, "gli anziani verranno maggiormente colpiti dalla malattia". A lanciare l'allarme e' Federanziani, in occasione della Giornata mondiale della polmonite che si celebra oggi. L'associazione invita le Istituzioni a ricorrere alla vaccinazione anti-pneumococco "massicciamente", per scongiurare un'impennata di decessi. In Italia -ricorda Federanziani in una nota- secondo i dati delle schede di dimissione ospedaliera pubblicati sul sito del ministero della Salute, nel 2007 ci sono stati circa 120 mila ricoveri per polmonite. Ma a questo dato andrebbero aggiunti tutti i casi di polmonite per cui non e' stato disposto il ricovero, di cui ad oggi non esiste alcuna stima nazionale. E quest'anno i timori legati all'infezione aumentano: "La polmonite, infatti -ricorda Roberto Messina, presidente di Federanziani- in molti casi insorge proprio come complicanza dell'influenza".

Anche Fabrizio Pregliasco, virologo dell'universita' degli Studi di Milano, sottolinea come "tra tutti i casi di polmonite ben il 70% sia costituito da polmoniti secondarie, cioe' da infiammazioni che insorgono come conseguenza di un'altra infezione". In particolare, "nell'ambito delle polmoniti secondarie nel 95% dei casi il responsabile dell'infezione primaria e' un batterio: lo pneumococco". "Contro la polmonite da pneumococco -continua Messina- le armi a disposizione sono due: il vaccino e la terapia antibiotica mirata. Il primo si deve fare prima di contrarre la malattia, agli antibiotici si ricorre invece dopo essersi ammalati, con l'inconveniente però che in una percentuale del 15-20% dei casi non si guarisce perché si è sviluppata una resistenza all'antibiotico somministrato", avverte il presidente di Federanziani.
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