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Emergenza sanitaria
Quanto sono utili le ambulanze del 118 senza medico a bordo? Botta e risposta tra lo Snami ed Aliquò
05.09.2017
OGGETTO: Articolo di stampa
Sull’utilità delle ambulanze con a bordo soli soccorritori e non medici, il dibattito prosegue. Nei giorni scorsi il manager dell’Asp di Messina, Gaetano Sirna, le aveva definite “inutili” e potenzialmente pure “pericolose”, mentre ai taccuini di Insanitas il dg del Bonino Pulejo, Angelo Aliquò, ne aveva sottolineato l’importante ruolo (leggi qui).
Ora arriva una presa di posizione dello Snami Messina, con una nota firmata dal segretario provinciale Antonino Grillo, di cui riportiamo alcuni passaggi:
«C’è il pericolo che venga operata in maniera definitiva la distruzione di un Servizio che funziona, il c.d. “Modello 118 Messina”. I risultati sul campo hanno dimostrato che produce servizi e soprattutto risparmio nel medio e lungo termine. Per questo lo Snami insiste nel dire: “Non si tocchi nulla, giù le mani dalle ambulanze e dai PTE dal 118″».
«Riteniamo che le ABZ di base siano indispensabili, ma nella giusta proporzione con le ambulanze medicalizzate avanzate, che nel “Modello 118 Messina” sono in rapporto di 1 MSB ogni 3 MSA, numero validato dallo stesso Aliquò. Un modello forse ancora più efficiente, sempre da validare sul campo, è quello poi voluto dal dg Sirna, che vede invece una proporzione di ambulanze di base ed ambulanze medicalizzate in rapporto di 1 MSB ogni 4 MSA, proporzione che lo stesso DG Aliquò riconosce essere “un mondo sanitario quasi perfetto”».
«Bene quindi Sirna e bene Aliquò, ma la cosa importante è che il “Modello 118 Messina” così come è oggi strutturato con le sue ambulanze medicalizzate ed i suoi PTE non venga compromesso, come decretato dall’Assessorato alla Salute, ma semmai vengano fatte sperimentazioni di potenziamento come quelle proposte dal DG Sirna».
«Abbiamo sempre sostenuto il buon lavoro svolto dagli autisti- soccorritori, l’ottimo livello di preparazione raggiunto e il grande supporto dato ai medici nelle loro attività, nonostante la grave vacatio legis circa la loro collocazione professionale, non ancora riconosciuta a livello nazionale. Gli autisti- soccorritori sono infatti attori indiscussi nel Servizio di Urgenza ed Emergenza Sanitaria 118».
«Il dg Aliquò conoscendo bene l’argomento in quanto ex DG della Seus, bene dichiara quando afferma: “Sarebbe ora di vedere il sistema dell’emergenza non come un bacino elettorale, ma come un servizio pubblico essenziale. Lasciamo la clientela fuori dalla sanità”. Ed ancora quando dice: “Ci sono molte cose migliorabili, ma mi limito a proporne una sola: l’introduzione delle postazioni “a colonnina” dislocate nel territorio, in modo che le ambulanze, sotto l’indicazione della centrale operativa, possano posizionarsi nei punti più utili in modo dinamico e omogeneo per intervenire più celermente”».
«Ho trovato invece molto deludenti certe valutazioni tecniche del DG Aliquò, nonostante la sua esperienza nella Seus. Dichiara infatti che “su 100 interventi, la metà si conclude senza che il malato sia trasportato in ospedale”. Ma chi dovrebbe fare questa valutazione prima di venire a contatto diretto con il paziente? L’operatore di Centrale per telefono? O solo gli Autisti/Soccorritori sul posto?».
«Non crede il DG Aliquò che l’assenza del medico a bordo aumenterebbe notevolmente i rischi di contenzioso medico legale nei confronti del 118 e che aumenterebbero gli accessi impropri nei PS ed i relativi costi, essendo il medico l’unica figura giuridica preposta per fare una diagnosi al domicilio, trattare il paziente e lasciarlo a casa? O si propone forse di dare questa incombenza all’austista- soccorritore che da solo non può fare altro che valutare i parametri vitali di base ed accompagnare il paziente presso la struttura ospedaliera più vicina, ma non sempre la più idonea per la patologia in atto. Ciò comporterebbe infatti una grande perdita di tempo per i pazienti, soprattutto se affetti da patologie tempo dipendenti misconosciute, e per il personale dei PS, che dovranno avere anche l’onero del successivo trasporto presso altra struttura».
«Infine ritengo incredibili certe valutazioni cliniche espresse dal DG Aliquò. In particolare quando afferma che “per l’altra metà (degli interventi effettuati dai medici del 118) spesso basterebbe un mezzo di base perché si tratta di problemi di entità minore (fratture di femore, incidenti stradali con feriti lievi)”».
«A pensar male il DG ritiene quasi inutile il medico a bordo delle ambulanze! Analizzando le statistiche proposte, per il 50% degli interventi il paziente non viene trasportato in ospedale, e per il restante 50% degli interventi il paziente è bastante di una ambulanza di base, allora forse pure i 13 medici (contro gli attuali 27) lasciati sulle ambulanze della provincia di Messina da Gucciardi sono forse troppi».
«Ma ovviamente non è così. Perché la valutazione clinica di un malato la deve sempre assicurare un medico, che solo dopo avere visitato il malato, e solo lui, può determinare se è sufficiente una ambulanza di base per assicurare in sicurezza un trasporto senza assistenza medica. Sicuramente l’ex DG della Seus non sa che anche un “incidente stradale con feriti lievi” può comportare una rottura di milza traumatica in due tempi con rapido shock del paziente. Non sa che in un trauma cranico spesso non ci sono lesioni esterne evidenti, ma sfumati segni neurologici, che necessitano però di attenta e rapida valutazione. L’ex dg della Seus non sa che anche una “frattura di femore” può comportare una lacerazione di un vaso interno con rapido shock del paziente».
«Ma il DG Aliquò mi lascia quasi senza parole quando dichiara che “per i pazienti molto gravi fuori città non basta avere il medico dell’emergenza, e infatti c’è la possibilità di ricorrere all’elisoccorso”, facendo finta di non sapere quanto elevati siano i costi dell’elisoccorso ed i tempi di intervento, spesso sovrapponibili ai tempi su gommato, omettendo inoltre di dire che la disponibilità per la provincia di Messina è di un solo elicottero e che questo è spesso impegnato per la gestione delle emergenze nelle isole Eolie o di trasferimenti secondari».
«I medici del 118 sulle ambulanze e nei PTE sono indispensabili al servizio di urgenza ed emergenza sanitaria 118, in città e fuori città. E allora, se è vero come è vero che gli “standars ministeriali” adottati rigidamente dall’Assessorato alla Salute hanno ulteriori deroghe per la medicalizzazione delle ambulanze sul territorio, e se è vero come è vero che sono previsti i PPI gestiti dal 118 (Punti di Primo Intervento) a garanzia del “trattamento delle urgenze minori ed una prima stabilizzazione del paziente ad alta complessità, al fine di consentirne il trasporto nel pronto soccorso più appropriato” nella migliore ottimizzazione del servizio, allora la politica ha il dovere di impegnarsi a garantire la migliore assistenza non solo per la propria cittadinanza ma anche per l’utenza turistica, che conta ogni anno oltre 3,5 milioni di presenze nella sola provincia di Messina».
Alla nota della SNAMI, Aliquò risponde:
«Mi sembra che il dott. Grillo abbia letto in modo frettoloso e prevenuto quanto da me affermato e poi di seguito commentato in modo impreciso. Io ho parlato con il supporto di dati reali, non ho mai detto che i medici non servano, ma che non si possono medicalizzare tutte le ambulanze. Non possiamo pensare ad un modello Messina, ma un modello nazionale sulla base di leggi da rispettare. Rifiuto assolutamente la definizione di inutilità o pericolosità degli autisti- soccorritori e prendo atto anche che altri autorevoli medici dell’emergenza concordano con quanto da me affermato nonostante il rappresentante dello Snami non sia d’accordo».
Inoltre Aliquò aggiunge: «Possiamo prende ad esempio i dati in real time pubblicati ieri dall’AREU, l’Azienda Regionale Emergenza e Urgenza della Lombardia. Su 1716 interventi (dati aggiornati alle ore 18.30 del 4 settembre 2017) solo 102 sono stati effettuati con MSA, 74 con MSI e 1523 con MSB. 20 volte invece è stato impiegato l’elisoccorso. Quindi anche nella virtuosa Lombardia l’ambulanza non medicalizzata vieni impiegata nell’89% dei casi».
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