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Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani
Assistenza primaria
Certificati e autocertificazione paziente, no dei sindacati a medico di famiglia "passacarte"
06.07.2017
OGGETTO: comunicato
Il disegno di legge Romani che prevede l'autocertificazione del lavoratore per la malattia dei primi tre giorni continua a far discutere e aumentano le voci in disaccordo nella medicina di famiglia in particolare per la parte che attribuisce al Mmg un ruolo nel trasmettere la scelta del paziente. «Salutiamo positivamente questa possibilità che auspichiamo da sempre, già in vigore in altri paesi europei e oggetto di battaglie sindacali del nostro sindacato» premette Angelo Testa, presidente nazionale dello Snami. «Dovrebbe però essere scontato che non dovrà essere il Medico a trasmettere questa "autodeterminazione del paziente" ad assentarsi dal lavoro come la proposta di legge indica senza equivoci. Il Disegno di Legge incide poi, ridimensionandole, sulle pene ai medici, anche per porre rimedio ad alcune contraddizioni ed eccezioni di incostituzionalità rilevate nella Legge Brunetta» continua Testa. «Ci sono lievi patologie, come il mal di testa o la diarrea, la cui diagnosi non può che essere fatta sulla base di sintomi clinicamente non obiettivabili e in tal senso un'auto-attestazione sarà utilissima, ma nessuno si azzardi a pensare che il medico diventi il "trasmettitore di dati" all'Inps per conto terzi».

Anche per Smi la proposta è benvenuta ma» sottolinea Pina Onotrisegretario del Sindacato dei Medici Italiani-Smi «al di là delle buone intenzioni del proponente, pensiamo che sia un errore che si preveda che l'invio sia a carico dei medici di famiglia. Si continua così a sottrarre tempo importante da dedicare ai pazienti cronici e alla gestione delle malattie sul territorio». Infine Onotri, ricorda come questa incombenza sui medici fino ad ora, oltre ad essere inutile è stata anche controproducente visto che per alcune patologie «il passaggio dall'ambulatorio medico, spesso, è inutile. Non solo: nel caso dei cosiddetti "furbetti" assenteisti, è anche pericoloso perché può mettere nei guai legali il medico che è comunque tenuto a fare il certificato».

E a chiudere anche il segretario regionale di Fimmg Lazio Maria Corongiu accoglie con soddisfazione la proposta ma sottolinea a sua volta «dovrà prevedere sistemi di acquisizione snelli delle autodichiarazioni che non implichino il coinvolgimento del medico, altrimenti la cosa avrebbe poco senso, infatti se il cittadino si presenta nello studio per autodichiarare tanto vale certificare. Occorre pertanto introdurre sistemi anche automatici attraverso il web (sfruttando le attuali credenziali già distribuite ai cittadini sul sito dell'Inps) o la modalità telefonica (call center) attraverso cui il cittadino possa agevolmente e autonomamente dichiarare la sua assenza per malattia in modo rapido e veloce».
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