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SNAMI
Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani
Guardia medica
LO SNAMI VERIFICA SE APPLICABILE A TUTTI I MEDICI CONVENZIONATI (GUARDIA MEDIC)
26.05.2015
OGGETTO: Sentenza
Il rimborso spese d'accesso dello specialista Asl è un risarcimento e non va tassato. Lo dice la Cassazione con la recente sentenza 6793/2015. E per migliaia di medici si apre un fronte con le Asl che, se hanno applircato la ritenuta, esistente da anni, devono a ciascuno migliaia di euro. Spiega Roberto Lala tsegretario del Sumai, il sindacato leader di categoria che ha aperto il fronte con la magistratura: «Il medico specialista ambulatoriale per contratto può fare ore per un'azienda sanitaria ed altre per un'altra posta a chilometri di distanza. La benzina e il chilometraggio a tabella Aci per recarsi negli ambulatori sono spese d'accesso. Queste spese erano in origine considerate "trasferta" come per qualsiasi dipendente; ma in alcune Asl, visto che lo specialista ambulatoriale è in realtà un convenzionato, sono state considerate reddito come per i liberi professionisti e sono tuttora sottoposte a ritenuta Irpef alla fonte». Negli anni si può dire che un 60% delle Asl ha tassato i medici e un 40% no. Ma il balzello si è rivelato dannoso sotto vari profili. «Non solo molti colleghi ora aspettano migliaia di euro indebitamente trattenuti», dice Lala. «Si è aperto un problema d'interpretazione del nostro contratto visto che la prassi cambia da una regione e da un'Asl all'altra. Infine, si sono creati problemi "burocratici": o questi rimborsi sono trasferta e allora è illegittimo tassarli, o fanno reddito e allora è obbligatorio oltre alla trattenuta Irpef far pagare i contributi previdenziali. Ma questa seconda trattenuta nella busta paga non c'è mai stata». Ora la Cassazione fa chiarezza: il rimborso per le spese sostenute dallo specialista per svolgere il proprio incarico in ambulatori esterni al comune di residenza ha natura risarcitoria, e non retributiva. «Non va tassato. Noi come Sumai sostenevamo che ove avesse natura reddituale andava fatto oggetto sia di tassazione sia di contribuzione, ma ci rendevamo conto che la seconda ipotesi era controversa: il nostro contratto prevede uno per uno gli istituti dalla cui remunerazione va tratto il contributo previdenziale, e il rimborso spese d'accesso non c'è. Era però possibile che la legge - norma sovraordinata al contratto - prevedesse il rimborso a reddito gravato però di onere previdenziale». Invece niente di tutto questo, e ora? «Si apre la possibilità di recuperare fino a 48 mesi di ritenute indebitamente pagate. L'ipotesi è di mettere in mora le Asl per ottenere la restituzione del dovuto tenendo conto delle zone dove incidono le diverse agenzie territoriali e dove è stata adottata l'interpretazione a noi sfavorevole. Ma devono essere i singoli a ricorrere».

Mauro Miserendino
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