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SNAMI
Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani
Guardia medica
Piano di rientro della Continuità assistenziale
22.01.2008
OGGETTO: Piano di rientro della Continuità assistenziale: si chiedono ancora sacrifici a Cittadini e Medici continuando a progettare chiusure di Guardie mediche nel 2009 e a violare l’ACN di Medicina Generale;la trattativa non è chiusa.
Palermo, 22 gennaio 2008
Oggi a Palermo si è tenuto l’incontro tra le organizzazioni sindacali e l’assessore alla sanità Roberto Lagalla per verificare l’economia delle proposte avanzate dai sindacati l’08-01-2008.
Per SNAMI erano presenti N. Grillo, G. La Manna e V. D’angelo,per
SMI (Valore, Muratori, Angileri, Cosentino, Cona e Riccobono), per CGIL (Colletto), per Intesa (Augello), e per FIMMG (Caudo, Arezio, Leonardi, Vella e Puma)
Dopo essere stata confermata da parte dell’Assessore la volontà di posticipare l’ apertura dei presidi nel prefestivo alle ore 12 , S.N.A.M.I ha ribadito la non percorribilità di questa proposta perché contravviene all’articolo 62 dell’Accordo Collettivo Nazionale che in maniera inequivocabile prevede l’orario di servizio a partire dalle ore 10 del giorno prefestivo e inoltre perché determinerebbe una scopertura dell’assistenza del cittadino che dovrà comunque essere garantita da altro medico portando solo un risparmio virtuale.
Pertanto tutti i sindacati sono stati compatti nell’affermare senza ombra di dubbio l’impossibilità di considerazione della stessa poiché in contrasto con le norme che regolano il contratto collettivo nazionale che disciplina i rapporti con i medici di medicina generale e secondariamente, ma non per importanza, perché in quelle ore verrebbe meno la continuità dell’assistenza ai cittadini. .
SNAMI in attuazione del suo Progetto ME.DI.CO.(Medicina Distrettuale Continuità assistenziale) anche in questa trattativa regionale ha portato avanti dei programmi di ristrutturazione e potenziamento del servizio di C.A. che sono in linea con la politica sanitaria esposta negli ultimi mesi dal Ministro della Salute e che dipendono da due ordini di fattori:
da una parte dare risposte agli utenti che siano sempre più valide in termini di efficienza ed efficacia delle prestazioni erogate,e dall’altra parte rivalutare il ruolo del medico che opera in continuità assistenziale consentendogli una riqualificazione del suo ruolo professionale ed umano. Il potenziamento del servizio dovrebbe necessariamente passare attraverso l’estensione dello stesso anche alle ore diurne(C.A. H24) in attività distrettuali e di dipartimento cure primarie, medicina scolastica e preventiva,screening delle malattie dismetaboliche ad alta valenza sociale, medicina fiscale, domiciliarità specialistica programmata,partecipazione alla formazione continua per aumentare qualitativamente i livelli di assistenza sanitaria
Si potrebbe in questo modo offrire una migliore assistenza ai pazienti con patologie croniche e disabilitanti con l’erogazione di prestazioni di particolare impegno professionale, si potrebbe procedere all’accertamento di particolari patologie al domicilio del paziente ed erogare in tempi brevi i presidi e gli ausili necessari, attuare campagne di prevenzione di malattie ad alta valenza sociale e di vaccinazioni non obbligatorie.
Tutto questo porterebbe le aziende a un risparmio di spesa, perché il compenso di un medico di C.A. è minore rispetto a quello di un dirigente medico dell’AUSL, decongestionerebbe ospedali e ambulatori, ridurrebbe le liste di attesa e si avrebbe quindi una migliore erogazione delle prestazioni sanitarie in oggetto, compresa quella della risoluzione dei “codici bianchi”.
Si creerebbe, inoltre, uno strumento di forte sinergia tra medico di famiglia e medico di continuità assistenziale, pur individuando i modi che rendano autonomi e parimente dignitosi i due servizi, al fine di garantire anche nelle regioni meridionali con particolari condizioni orografiche un considerevole miglioramento dell’accessibilità ai servizi territoriali.
Pertanto il servizio svolto nelle 4 ore di plus orario che al momento si limita soltanto ad una parte suddette attività, dovrebbe comportare la sua esclusione dal Budget della C.A. e la sua inclusione in quello delle attività distrettuali di riferimento come ad esempio la medicina dei servizi i cui medici sono quasi tutti passati alla dipendenza e quelli rimasti sono pochi e sono titolari di doppia convenzione. Questo è il nodo cruciale che porterà alla realizzazione del completamento orario a 38 ore settimanali facendo uscire i medici operanti nel servizio di C.A. dalla precarietà e sottooccupazione che ancora li contraddistingue e che è pilastro portante del progetto ME.DI.CO.
Soltanto con questa proposta si potrebbe conseguire gran parte del risparmio che darebbe attuazione al piano di rientro economico Regionale evitando così la chiusura dei presidi di continuità assistenziale.
Pertanto si ribadisce che in attuazione del progetto ME.DI.CO. S.N.A.M.I. (Medicina Distrettuale di Continuità),le
e proposte conclusive del suddetto Sindacato a fronte del mantenimento di tutti i presidi di C.A., sono state:
1)Abolizione della Guardia medica turistica il cui servizio sarà svolto dalla C.A. con l’applicazione di un ticket per i cittadini non residenti nella provincia in cui insiste il presidio;questo dovrebbe portare ad un’economia di circa 5.000000 di euro.


2)L’esclusione del pagamento del Plus orario dal Budget della C.A. e la sua inclusione in quello delle attività distrettuali di riferimento;.
3)In ultima analisi la rinuncia da parte dei medici titolari di C.A. ad un aumento contrattuale di 2 ore settimanali di plus orario per l’anno 2008 che non dovrà essere considerata dall’Assessore se l’economia derivante dalle suddette proposte basterà a conseguire il risparmio economico.

Inoltre S.N.A.M.I. ha chiesto con fermezza :
1)la pubblicazione delle zone carenti di C.A. che per inadempienza da parte dell’Assessorato alla Sanità ancora oggi dopo circa cinque anni non sono state ancora assegnate;
2) la medicalizzazione delle ambulanze del servizio 118 che senza medico rappresentano soltanto uno spreco per il sistema Sanitario Regionale operazione che aprirà sbocchi lavorativi ai sostituti di c.a. in possesso dell’attestato specifico ;
3)L’attivazione di futuri corsi di formazione.
L’ultimo punto sul quale S.N.A.M.I. vuole sia fatta chiarezza, poichè non esibita dalla parte pubblica ,è la verifica dell’economia derivante dall’attuazione della procedura a cui dal 2005 le Aziende provinciali avrebbero dovuto adeguarsi riguardante la riduzione del numero di medici operanti in ciascun presidio da 5 a 4,5 unità e l’eliminazione dei raddoppi festivi. Infatti è accertato che alcune Asl , solo nell’ultimo trimestre , hanno applicato tale decreto che adesso attuato in maniera unanime, produrrà il risparmio mancante al completamento del piano di rientro per il 2007.
Alla luce di quanto fino a qui esposto,S.N.A.M.I. ha chiesto un immediato incontro con l’Assessore regionale alla sanità e con il Governo Regionale prima della stesura definitiva del decreto di riordino della continuità assistenziale onde poter chiudere definitivamente la trattativa.
Pertanto S.N.A.M.I. esorta tutti , medici di Continuità Assistenziale sindaci, cittadini e politici, a tenere alto ancora il livello di attenzione ed è pronto a ridiscendere in piazza a manifestare contro la chiusura dei presidi , per la tutela dei cittadini e dei medici di c.a. che aspirano da anni alla riqualificazione e potenziamento del settore che finalmente darà quella dignità professionale e sicurezza contrattuale ed economica da tempo richiesta.

Il Responsabile Regionale e Provinciale
SNAMI Continuità Assistenziale
Dott. Giancarmelo La Manna
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